[:it]Certificato di Circolazione delle Merci EUR1[:en]Movement Certificate EUR1 [:es]Certificado de Circulación EUR1[:]

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[:it][separator headline=”h1″ title=”Certificato di Circolazione EUR1″]

Negli scambi commerciali internazionali la regola generale è che le merci hanno origine non preferenziale ed è applicabile ad esse l’aliquota daziaria riportata nel testo della tariffa doganale comune. Quando i rapporti commerciali sono garantiti da accordi tariffari (negoziali o unilaterali), le merci sono soggette ad una riduzione della fiscalità, parziale o totale, e gli scambi sono agevolati per quello che concerne i soli oneri doganali.
I principi generali per l’uso delle regole sull’origine non preferenziale delle merci sono state definite dalla Convenzione di Kyoto del 1973, alla quale la Comunità Europea ha aderito nel giugno del 1977. All’interno di queste regole essenziali, è universalmente condiviso il principio in base al quale “sono sempre originarie di un Paese le merci ivi interamente ottenute”. Quando la merce oggetto di certificazione è ottenuta con l’utilizzo di materiali originari di Paesi diversi, la questione si complica ed è necessario far riferimento a particolari regole che definiscono quale sia la trasformazione alla quale sono stati sottoposti i materiali per ottenere lo status di “originario” del paese in cui avviene tale operazione.
Quindi, in questo contesto, la differenza principale sta nelle “lavorazione o trasformazioni sufficienti ed insufficienti” che conferiscono o meno il carattere originario alle merci. Tali nozioni sono indicate nel Regolamento CEE – DAC Disposizioni di applicazione del Codice Doganale Comunitario, in base al quale si considerano trasformazioni complete le lavorazioni o trasformazioni che hanno l’effetto di classificare i prodotti ottenuti in una voce della Nomenclatura Combinata diversa da quella relativa a ciascuno dei prodotti non originari utilizzati.
L’origine preferenziale si sostanzia in un trattamento daziario più favorevole concesso a prodotti originari di quei Paesi con i quali sono in vigore accordi bilaterali e/o concessioni unilaterali. L’applicazione di tali accordi/concessioni si riflette, come innanzi accennato, in un minore o esente impatto doganale nelle transazioni regolate. Le aliquote daziarie di riferimento sono riportate nella TARIC (Tariffa Integrata delle Comunità Europee). È evidente che in ragione del miglior trattamento daziario concesso, le regole che individuano l’origine preferenziale sono più rigide rispetto a quelle dell’origine non preferenziale.

[box style=”1″][googlefont font=”Expletus Sans” size=”20px”]Il modello “Certificato di Circolazione EUR1” è utilizzato per certificare l’origine preferenziale delle merci negli scambi commerciali con paesi legati all’Unione Europea da accordi bilaterali.[/googlefont][/box]

Il Certificato EUR1 è rilasciato dall’autorità doganale del paese di esportazione su richiesta scritta compilata dall’esportatore. La richiesta del rilascio dell’EUR1 presuppone che le merci inserite nel certificato, abbiano tutti i requisiti per essere considerate di origine preferenziale. Le autorità doganali potranno richiedere all’esportatore ogni documento giustificativo volto ad accertare l’origine delle merci ed a verificare la corretta compilazione del documento stesso.La dogana del Paese importatore non può rifiutare il certificato EUR1, né contestare all’importatore l’origine dichiarata o qualsiasi altra irregolarità formale e/o sostanziale. La dogana del Paese importatore, con il solo fine di verificarne la correttezza, può solo inviare il certificato presentatole alle autorità del Paese esportatore per il controllo di competenza (c.d. “controllo a posteriori”), come previsto negli accordi in tema di cooperazione amministrativa.
Il certificato può essere rilasciato ad esportazione avvenuta. In tal caso l’esportatore dovrà presentare un’istanza in cui descrive le merci spedite e motivare la ragione per cui l’EUR1 non è stato rilasciato all’atto dell’esportazione. In tal caso il certificato deve riportare la dicitura “rilasciato a posteriori”.

La maggioranza degli accordi prevede che il certificato EUR1 possa essere sostituito con una dichiarazione in fattura, quando sono presenti le seguenti condizioni:

    1. spedizioni con un valore merce di ammontare inferiore a 6.000,00 EURO;
    2. senza limiti di valori per gli esportatori autorizzati dalla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Dogane competente per territorio (Circolare n. 227/D del 7.12.2000 Agenzia Dogane). La “dichiarazione su fattura” deve essere compilata dall’esportatore, stampata sulla fattura, e deve recare la firma manoscritta in originale dell’esportatore stesso. Il testo di tale dichiarazione, previsto in ogni accordo, è il seguente: “L’esportatore delle merci contemplate nel presente documento (autorizzazione doganale nr…………(1)) dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di origine preferenziale ……………………” (2)
      Luogo e data………………….. Firma dell’esportatore (cognome e nome in modo leggibile);
    3. Per la Tunisia e il Marocco: “Io sottoscritto, esportatore delle merci cui si riferisce il presente documento, dichiaro che, salvo indicazione contraria, tali merci rispondono alle condizioni stabilite per il riconoscimento del carattere originario negli scambi preferenziali con la Tunisia/Marocco e sono originari della Comunità Europea”  Luogo e data……………….. Firma con l’indicazione a chiare lettere del cognome e nome dalla persona che firma la dichiarazione”;
    4. Per Israele: “Io sottoscritto esportatore delle merci figuranti nel presente documento (Autorizzazione doganale nr……….(1)) dichiaro che, salvo diversa indicazione, le merci rispondono ai requisiti previsti per il riconoscimento del carattere originario negli scambi preferenziali con Israele e che il paese di origine delle merci è la Comunità Europea. Luogo e data…………………” Firma seguita dal nome leggibile del firmatario”.

(1) Nel caso il dichiarante non sia un esportatore autorizzato e pertanto non sia in possesso del numero dell’autorizzazione, le parole tra parentesi devono essere omesse.
(2) Indicare obbligatoriamente l’origine dei prodotti.

Paesi in cui è prevista l'emissione dell’EUR1

Paesi
Certificato
Validità
Esportatore
autorizzato
Formulario o
Dichiarazione
Valore limite
in EURO
Svizzera - Norvegia:
Islanda - Liechtenstein
Romania - Bulgaria

EUR 1

4 mesi

Dichiarazione su fattura

Dichiarazione su fattura

6.000,00
Turchia prodotti non CECA
Turchia prodotti CECA
A. TR.
EUR 1
4 mesi
4 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
6.000,00
6.000,00
Croazia - Macedonia
EUR 1
4 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
6.000,00
Isole Faer Oer - Ceuta e Melilla
EUR 1
4 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
6.000,00
OLP - Cisgiordania - Striscia di Gaza
EUR 1
4 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
6.000,00
Libano - Giordania
EUR 1
4 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
6.000,00
Messico - Cile (D)
EUR 1
4 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
6.000,00
Sud Africa
EUR 1
4 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
6.000,00
Egitto
EUR 1
4 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
6.000,00
Israele
EUR 1
4 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
6.000,00
Bosnia - Erzegovina
Albania -
Rep. Serbia- Montenegro

EUR 1

4 mesi
Tunisia - Marocco
EUR 1
4 mesi
Dichiarazione su fattura (C)
5.110,00
Algeria - Andorra
EUR 1
4 mesi
Siria
EUR 1
4 mesi
EUR2
2.590,00
Paesi ACP e P.T.O.M.
EUR 1
10 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
6.000,00
Da CE vs. Paesi in Via di Sviluppo
Da Paesi in Via di Sviluppo vs. CE
FORM A
FORM A
4 mesi
4 mesi
Dichiarazione su fattura
Dichiarazione su fattura
3.000,00
3.000,00
[:en][separator headline = “h1” title = “Movement Certificate EUR1”]

In international trade the general rule is that the goods have non-preferential origin and applies to them the rate of duty set out in the text of the Common Customs Tariff. When trade relations are guaranteed by tariff agreements (contractual or unilateral), the goods are subject to a reduction of taxation, partial or total, and exchanges are facilitated for what concerns the only customs charges.
The general principles for the use of the rules on non-preferential origin of goods have been defined by the Kyoto Convention of 1973, to which the European Community has joined in June 1977 within these basic rules, it is universally agreed the principle according to which “always originate in a country the goods wholly obtained”. When the goods subject to certification is obtained with the use of materials originating in different countries, the issue is complicated and it is necessary to refer to particular rules that define what is the conversion to which the materials were submitted to obtain the status of “original “of the country in which the transaction takes place. So, in this context, the main difference lies in the “sufficient and insufficient working or processing” giving or not originating goods. Such notions are given in the EC Regulation – DAC Provisions of the Community Customs Code, according to which transformations are considered complete by working or processing which have the effect of classifying the products obtained in a voice different from that of the Combined Nomenclature relating to each of the non-originating products used.
The preferential origin is embodied in a more favorable customs treatment granted to products originating in those countries with which bilateral agreements are in force and/or unilateral concessions. The application of such agreements is reflected, as previously noted, in a minor impact or free customs transactions settled. The rate of duty of reference are given in the TARIC (Integrated Tariff of the European Communities). It is obvious that the best reason in customs treatment granted, the rules that identify preferential origin are more stringent than those of non-preferential.

[box style=”1″][googlefont font=”Expletus Sans” size=”20px”]The “EUR1 Certificate” is used to certify the preferential origin of goods in trade with countries linked to ‘European Union by bilateral agreements.[/googlefont][/box]

Certificate EUR1 is issued by the customs authorities of the exporting country on application in writing by. The request for issuing dell’EUR1 presupposes that the goods included in the certificate, have all the requirements to be considered preferential origin. The customs authorities may require the exporter any supporting documents to establish that the origin of the goods and ensure the correct completion of the document. The customs of the importing country can not reject the certificate EUR1 or contest the importer declared the origin or any other irregularity formal and/or substantive. The customs authorities of the importing country, with only the purpose of verifying the correctness, you can only send the certificate submitted to it to the authorities of the exporting country for control of competence (so-called “post-control”) as provided for in the agreements in the field of administrative cooperation.
The certificate may be issued for after exportation. In this case, the exporter must file an application describing the goods shipped and motivate why the EUR1 has not been released on exportation. In this case, the certificate shall include the statement “released a posteriori.”
The majority of the agreements provide that the certificate EUR1 can be replaced by a declaration on the invoice, when you have the following conditions:

    1. shipping goods with a value of less than that amount to 6.000,00 EURO
    2. unlimited values ​​for the approved exporters by the Customs Agency responsible for the area. The “invoice declaration” must be completed by the exporter, printed, and must bear the original signature of the exporter in manuscript itself. The text of declaration provided for in any agreement, is as follows: “The exporter of the products covered by this document (customs authorization No. ………… (1)) declares that, except where otherwise indicated, these products are preferential origin ……………….”(2)
      Place and date Signature of the exporter .. ………………… (name legibly)
    3. For Tunisia and Morocco: “I, the undersigned, exporter of the goods covered by the annexed document, declare that, unless otherwise specified, the goods meet the conditions laid down by the originating status in preferential trade with Tunisia / Morocco and originate in the European Community “Place and date signature ……………… .. indicating clearly the name and surname of the person signing the declaration”.
    4. To Israel:“I, the undersigned exporter of the goods covered by this document (customs authorization No. ……… (1)) declare that, unless otherwise indicated, these products meet the requirements for the recognition of the originating in preferential trade with Israel and that the country of origin of the goods is the European Community. Place and date ………………… “signature followed by the readable name of the signatory.”

(1) If the registrant is not an approved exporter, and therefore does not possess the authorization number, the words in brackets shall be omitted.
(2) Indicate necessarily the origin of the products.

Countries where EUR1 is required

Countries
Certificate
Validity
Exportador
autorizado
Form or
Declaration
Limit Value
EURO
Switzerland; Norway;
Iceland; Liechtenstein;
Romania; Bulgaria

EUR 1

4 months

Invoice declaration

Invoice declaration

6.000,00
Turkey not ECSC products
Turkey ECSC products
A. TR.
EUR 1
4 months
4 months
Invoice declaration
Invoice declaration
Invoice declaration
Invoice declaration
6.000,00
6.000,00
Croatia, Macedonia
EUR 1
4 months
Invoice declaration
Invoice declaration
6.000,00
Faroe Islands; Ceuta e Melilla
EUR 1
4 months
Invoice declaration
Invoice declaration
6.000,00
OLP - West Bank y Gaza Strip
EUR 1
4 months
Invoice declaration
Invoice declaration
6.000,00
Lebanon and Jordania
EUR 1
4 months
Invoice declaration
Invoice declaration
6.000,00
México - Chile (D)
EUR 1
4 months
Invoice declaration
Invoice declaration
6.000,00
South Africa
EUR 1
4 months
Invoice declaration
Invoice declaration
6.000,00
Egypt
EUR 1
4 months
Invoice declaration
Invoice declaration
6.000,00
Israel
EUR 1
4 months
Invoice declaration
Invoice declaration
6.000,00
Bosnia y Herzegovina, Albania,
Rep. Serbia-Montenegro
EUR 1
4 months
Tunisia, Marocco
EUR 1
4 months
Invoice declaration (C)
5.110,00
Algeria; Andorra
EUR 1
4 months
Syria
EUR 1
4 months
EUR2
2.590,00
Countries ACP e P.T.O.M.
EUR 1
10 months
Invoice declaration
Invoice declaration
6.000,00
From EC to developing countries
From Developing countries to CE
FORM A
FORM A
4 months
4 months
Invoice declaration
Invoice declaration
3.000,00
3.000,00
[:es][separator headline=”h1″ title=”Certificado de Circulación EUR1″]

En el comercio internacional la regla general es que las mercancías tienen origen no preferencial y se aplican a ellos la tasa arancelaria establecida en el texto del arancel aduanero común. Cuando las relaciones comerciales están garantizados por los acuerdos arancelarios (contractuales o unilaterales), las mercancías están sujetas a una reducción de los impuestos, parcial o total, y los intercambios son facilitados por lo que concierne los únicos gastos de aduanas.
Los principios generales para el uso de las normas de origen de los bienes no preferenciales han sido definidos por el Convenio de Kyoto de 1973, que la Comunidad Europea ha aprobado en junio de 1977. Dentro de estas reglas básicas, ha sido universalmente compartida el principio según el cual “son considerados como originario los bienes integramente producidos dentro del pais“. Cuando las mercancías sujetas a la certificación se obtiene con el uso de materias originarias de diferentes países, la cuestión se complica y es necesario hacer referencia a las normas particulares que definen lo que es la conversión a la que fueron sometidos los materiales para obtener la condición de “original “de país en el que tiene lugar la transacción. Así que, en este contexto, la principal diferencia esta dentro de la “elaboración o transformación suficiente e insuficiente” que añaden o menos las caracteristacas “originarias” a las mercancías. Tales nociones son dadas en el Reglamento CE – Disposiciones del CAD del Código aduanero comunitario, según el cual se consideran transformaciones completa por elaboraciones o transformaciones que tengan por efecto la clasificación de los productos obtenidos en una voz diferente a la de la nomenclatura combinada relativa a cada uno de los productos originarios utilizados.
La origen preferencial permite un tratamiento aduanero más favorable otorgado a los productos originarios de aquellos países con los que los acuerdos bilaterales están en vigor. La aplicación de tales acuerdos se refleja, como se señaló anteriormente, en un tratamiento aduanero mínimo o sin tratamiento. El tipo de impuesto de referencia estan en el TARIC (Arancel Integrado de las Comunidades Europeas). Es obvio que la mejor razón en el tratamiento aduanero concedido, las reglas que identifican el origen preferencial son más rigurosas que las de no preferencial.

[box style=”1″][googlefont font=”Expletus Sans” size=”20px”]”Certificado de circulación EUR.1″ se utiliza para certificar el origen preferencial de las mercancías en el comercio con los países vinculados a la Unión Europea por acuerdos bilaterales. [/googlefont] [/box]

El Certificado EUR1 es emitido por las autoridades aduaneras del país exportador a petición por escrito por el exportador. La solicitud para la emisión del EUR1 presupone que los productos incluidos en el certificado, tiene todos los requisitos para ser considerados de origen preferencial. Las autoridades aduaneras podrán exigir al exportador los documentos de apoyo para establecer que el origen de los productos y garantizar la correcta cumplimentación del documento aduanero stesso. Las autoridades aduaneras del país importador no puede rechazar el certificado EUR1 o impugnar el importador declaró el origen o cualquier otra irregularidad formal y / o de fondo. Las autoridades aduaneras del país de importación, con el único fin de verificar la exactitud, sólo pueden enviar el certificado a las autoridades del país exportador para el control de la competencia (la llamada “post-control”) conforme a lo dispuesto en los acuerdos en el ámbito de la cooperación administrativa.
El certificado puede ser emitido después de la salida de la mercadoria. En este caso, el exportador debe presentar una solicitud describiendo las mercancías enviadas y motivar por qué el EUR1 no ha sido emitido. En este caso, el certificado debe contener las palabras “expedidos a posteriori”.

La mayoría de los acuerdos prevén que el certificado EUR1 puede ser sustituido por una declaración en la factura, cuando las siguientes condiciones:

  1. los envíos con un valor de los bienes de valor inferior a 6.000,00 euros;
  2. sin límite de valores para los exportadores autorizados por la Agencia de Aduanas responsable del área (Circular núm. 227 / D 7.12.2000 Agencia de Aduanas). La “declaración en factura” debe ser completada por el exportador, impreso en la factura, y debe llevar la firma en original del exportador. El texto de la declaración es el siguiente: “El exportador de los productos incluidos en el presente documento (autorización aduanera N ° ………… (1)) declara que, a menos que se especifique lo contrario, los bienes tinen origen preferencial …………………… “(2)
    Lugar y fecha Firma del exportador .. ………………… (nombre legible)
    ;
  3. Para Túnez y Marruecos: ” El que suscribe, exportador de las mercancías cubiertas por el documento anexo, declaran que, a menos que se especifique lo contrario, las mercancías cumplen los requisitos para el reconocimiento del carácter originario en los intercambios preferenciales con Túnez / Marruecos y son originarios de la Comunidad Europea “Lugar y fecha Firma ……………… .. indicando claramente el nombre y apellidos de la persona que firma la declaración“;
  4. Para Israel: “Yo, el exportador suscribe de las mercancías cubiertas por este documento (Autorización aduanera No. ……… (1)) declaran que, a menos que se indique lo contrario, estos productos cumplen con los requisitos para el reconocimiento del carácter originario en los intercambios preferenciales con Israel y que el país de origen de los bienes es la Comunidad Europea. Lugar y fecha ………………… “firma seguida del nombre legible del peticionario.“(1) Si el solicitante no es un exportador autorizado, y por lo tanto no posee el número de autorización, las palabras entre paréntesis se omiten.
    (2) Indicar necesariamente el origen de los productos.

    Países donde se requiere el EUR1

    Países
    Certificado
    Validez
    Exportador
    autorizado
    Formulario o
    Declaración
    Valor límite
    en EUROS
    Noruega; Islandia;
    Suiza; Liechtenstein;
    Rumania; Bulgaria

    EUR 1

    4 meses

    Declaración en factura

    Declaración en factura

    6.000,00
    Turquía productos no CECA
    Turquía productos CECA
    A. TR.
    EUR 1
    4 meses
    4 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    6.000,00
    6.000,00
    Croacia, Macedonia
    EUR 1
    4 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    6.000,00
    Islas Feroe; Ceuta e Melilla
    EUR 1
    4 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    6.000,00
    OLP - Cisjordania y Franja de Gaza
    EUR 1
    4 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    6.000,00
    Líbano, Jordania
    EUR 1
    4 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    6.000,00
    México - Chile (D)
    EUR 1
    4 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    6.000,00
    Sudáfrica
    EUR 1
    4 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    6.000,00
    Egipto
    EUR 1
    4 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    6.000,00
    Israel
    EUR 1
    4 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    6.000,00
    Bosnia y Herzegovina, Albania,
    Rep. Serbia-Montenegro
    EUR 1
    4 meses
    Túnez, Marruecos
    EUR 1
    4 meses
    Declaración en factura (C)
    5.110,00
    Argelia; Andorra
    EUR 1
    4 meses
    Siria
    EUR 1
    4 meses
    EUR2
    2.590,00
    Países ACP e P.T.O.M.
    EUR 1
    10 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    6.000,00
    Desde CE hacia los países en desarrollo
    Desde los países en desarrollo hacia CE
    FORM A
    FORM A
    4 meses
    4 meses
    Declaración en factura
    Declaración en factura
    3.000,00
    3.000,00

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