Shipping CO2 Rules

Adeguamento Emissioni CO2 nei trasporti Internazionali

L’International Chamber of Shipping (ICS) ha chiesto all’Unione Europea di allineare la sua regolamentazione, sul monitoraggio delle emissioni di CO2 del trasporto marittimo a quella dall’Organizzazione Marittima Internazionale delle Nazioni Unite (IMO).

Gli armatori nazionali membri dell’International Chamber of Shipping (ICS) hanno deciso di iniziare una campagna volta a convincere l’Unione Europea (UE) e le sue istituzioni,  alla necessità vitale di allineare la regolamentazione sul monitoraggio delle emissioni di CO2 del trasporto marittimo con il regime di reporting di CO2 in vigore in tutto il mondo, concordato dall’Organizzazione Marittima Internazionale delle Nazioni Unite (IMO).
Oltre a lavorare a stretto contatto con armatori della Comunità Europea (ECSA), l’ICS ha detto che intende ottenere il sostegno dei governi di paesi terzi, tra cui gli Stati Uniti, la Cina e altri paesi asiatici.
Parlando a Tokyo la scorsa settimana, il (neoeletto) Presidente ICS, Esben Poulsson, ha spiegato:
“Il trasporto è un settore globale che richiede regole globali, al fine di avere una parità effettiva, altrimenti si creerebbe il caos.
I membri accolgono con grande favore il sistema di reporting IMO CO2 che è stato approvato all’unanimità da tutti gli Stati membri dell’IMO nel mese di aprile, come precursore di ulteriori misure che si spera possano offrire un serio contributo in direzione della riduzione delle emissioni di CO2 a livello mondiale. ”
Mr Poulsson ha continuato: “Mentre ICS supporta pienamente il meccanismo di raccolta dati obbligatori IMO, molti governi non comunitari inizialmente avevano espresso riserve, che sono state superate dal settore sostenendo che l’unica alternativa al progresso delle regole IMO sarebbe un regime regionale unilaterale imposte dall’UE. L’UE ha bisogno di regole all’altezza e di allineare il suo regime con il sistema di IMO che è ora stato accettato da tutta la comunità internazionale”.
Il regolamento UE sul monitoraggio, rendicontazione e verifica (MRV) delle emissioni di CO2 delle navi è stato adottato nel 2015 e sarà attuato pienamente in tre anni. Tutte le navi che scambiano prodotti con l’Europa, comprese le navi di bandiera non UE, saranno obbligatoriamente tenute a rispettare alcune delle sue disposizioni da parte fin dal 2017. Significativamente, tuttavia, il regolamento UE contiene una disposizione secondo la quale la Commissione Europea può proporre adeguamenti per garantire l’allineamento con qualsiasi regime analogo adottata dall’IMO.
Mr. Poulsson ha sottolineato: “La cosa fondamentale che riguarda il settore dei trasporti marittimi è che se l’UE si rifiuta di riallineare il suo regime con IMO, così come stabilito dal proprio regolamento, questo sarà percepito da altri governi come un segno di cattiva fede, che potrebbe poi inibire la considerazione di eventuali misure supplementari di riduzione di CO2 da parte dell’IMO”.
ICS è profondamente impegnata a sostenere lo sviluppo di ulteriori misure di riduzione del CO2, seguendo le normative IMO cogenti in materia di riduzione di CO2, entrate in vigore in tutto il mondo dal 2013. Subito dopo l’adozione dell’accordo di Parigi, nel dicembre dello scorso anno, ICS ha proposto che IMO dovrebbe sviluppare un “contributo IMO determinante” per ridurre le emissioni di CO2 – un suggerimento che verrà discusso ulteriormente dal Comitato per la protezione dell’ambiente marino dell’IMO in ottobre 2016.
Mr Poulsson ha commentato:
“Il settore delle spedizioni internazionali ha tagliato le sue emissioni totali di CO2 di circa il 10% dal 2007, nonostante la crescita del commercio marittimo. Con gli attuali prezzi del petrolio, salito circa dell’80% da gennaio, c’è l’esigenza di rafforzare questa azione ed è nell’interesse di ogni armatore fare tutto il possibile per ridurre ulteriormente il consumo di carburante e, quindi, tagliare le emissioni di CO2.
Quindi l’ultima cosa che vogliamo è l’intransigenza da parte di funzionari del cambiamento climatico dell’Unione Europea che seriamente rischiano di complicare questo processo IMO, che è quello che temiamo accadrà se l’UE si rifiuterà di fare ciò che ha promesso di fare. Vale la pena di ribadire la posizione del settore che, come un’industria globale ha bisogno di un quadro di riferimento globale.
Solo IMO è attrezzata a raggiungere questo obiettivo. ”

Fonte: ICS