Egitto: progetto ampliamento Canale di Suez

Egitto: progetto ampliamento Canale di Suez

Il governo egiziano il 5 agosto ha annunciato il piano per l’ampliamento del canale di Suez.

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo canale navigabile parallelo all’attuale via, per una lunghezza di 72 chilometri di cui, 35 di nuovo canale e interventi di ampliamento e dragaggio per i restanti 37 chilometri. Il progetto, secondo quanto comunicato dal presidente egiziano Al-Sisi e dal presidente della Suez Canal Authority, Moham Mamish, consentirebbe di aumentare la capacità di transito del canale, diminuire i tempi di percorrenza da 11 a 3 ore, di navigare nel nuovo canale nei due sensi di marcia per quasi metà del percorso. Il presidente ha chiarito che il progetto per il nuovo canale non riceverà finanziamenti esteri ed i lavori saranno eseguiti da imprese egiziane sotto il controllo dell’esercito egiziano. L’opera dovrebbe essere completata in cinque anni e costerà circa otto miliardi di dollari, complessivamente tra costi relativi alla realizzazione del canale ed opere collegate ad esso. L’aumento del traffico marittimo stimato dalle autorità consentirebbe di aumentare i proventi – stima minima + 2,59% – relativi al passaggio delle navi cargo, che attualmente rappresentano il 7,5% delle merci trasportate nel mondo. L’aumento delle entrate andrebbe a compensare la riduzione dei proventi del turismo e il flusso degli investimenti esteri, la cui riduzione è connessa alle rivolte contro il governo Morsi del 2011. Alcuni analisti inglesi ritengono che la validità delle tesi presentate dalle autorità egiziane è tutta da verificare. Infatti soltanto metà del canale avrà un tratto che ne aumenterà la capacità, mentre l’altra metà resterà invariata, ed i lavori costituirebbero una trovata propagandistica per il neo presidente Al-Sisi, alla ricerca di consensi tra la popolazione. Altri sostengono che l’ampliamento del Canale dovrebbe servire a proteggere la rotta commerciale di Suez tra l’Europa e l’Asia sudorientale dalla concorrenza della rotta artica, che in seguito allo scioglimento dei ghiacci provocato dal riscaldamento globale potrebbe presto diventare navigabile tutto l’anno. Di recente il governo israeliano ha dichiarato di voler costruire un collegamento ferroviario tra il porto di Eilat sul Mar Rosso e quello di Asdod sul Mediterraneo. Il progetto sarebbe parzialmente finanziato dalla Cina e potrebbe costituire un’alternativa al canale di Suez.